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Le persone abbronzate sono disinvolte, spavalde persino, cosa che non sono mai stata, se non quando lo ero e le poche volte che ho avuto un'abbronzatura che si possa definire tale. Infatti, ripenso al vecchio diario.  Venerdì, 29 luglio 1988: «Quando sono abbronzata non so spiegarmelo, ho una camminata diversa, un atteggiamento diverso, mi sento più sicura di me. Ma non sono sicura di esserlo davvero».

I sogni, la realtà e il diario

Questo vecchio ritaglio è ben attaccato con la colla e prende due pagine del mio diario giovanile: 25 settembre 1988. L'articolo è di Panorama,  firmato da Marilena Bussoletti ed è il racconto delle donne che in polizia fanno le scorte a politici o diplomatici. Duecentocinquanta in tutta Italia, all'epoca; si parla anche delle caratteristiche che le rendono adatte a questo tipo di mestiere.  Ho avuto diversi sogni, perlopiù non realizzati. Dunque, il mio interesse per l'argomento non si limitava alla notizia. Erano perlopiù sogni trasferiti sulle pagine. Ma sempre di sogni si trattava. Forse solo il mio diario è reale . 

Le fiere e le folle

I luoghi iper affollati, all'aperto o al chiuso, mi fanno venire il mal di testa e li evito il più possibile. Il Salone del libro o simili non sono da meno e come in tutte le fiere conta l'esposizione, i numeri, le presenze, fare business, creare contatti, eccetera. Osservando anche l'atteggiamento, le frasi e le foto di alcuni scrittori o scrittrici solerti nel postare sui social la loro partecipazione al recente Salone del libro di Torino come fosse una performance – e scrivere ai giorni nostri sembra diventata ormai una performance – sono addirittura lieta di soffrire di capogiri in determinate circostanze e di non aver nulla da presentare o proporre. Facciano pure, beninteso, anzi per fortuna taluni ci sono, altrimenti non esisterebbe un intero settore economico, pensavo oggi mentre al mercato tastavo i pomodori, di cui vado ghiotta. L'importante è che non lo faccia io e nemmeno se un giorno dovessi pubblicare. E non credo vista l'abbondanza di romanzi in circol...

Inseguire i sogni

Forse è del 1990. Un reportage della rivista Anna.  La firma è di Daniela Santini che intervista una ventenne che per inseguire il sogno di fare l'attrice parte da Pietrasanta, in Toscana, verso Milano, per sostenere un provino, che poi supera, all'Accademia dei Filodrammatici. Se fossi riuscita a entrare in una scuola di quel tipo, non dico che avrei dormito sotto i ponti, ma avrei fatto qualsiasi cosa per mantenermi. Dice Tiziana, questo il suo nome: «Papà mi ha dato 600 mila lire al mese. E un avvertimento: devi farcela». Ieri come oggi certo, e con la vita attuale ce l'avrebbe fatta con il corrispettivo in euro? Ammesso sempre che un padre li dia o li possa dare.  Tiziana, non so dove sei né se hai realizzato il tuo sogno: in ogni caso qui, ora e dopo 36 anni (!) ti penso e scrivo di te.  In fondo anch'io ne ho realizzato uno, che neanche immaginavo all'epoca: pubblicare on-line i suddetti ritagli conservati tra le pagine di un mio diario. 

Ieri come oggi nel mio diario

Non ricordavo di aver letto in passato il settimanale Europeo, eppure attaccai su un quadernone questo ritaglio del febbraio 1991. Firma di Franco Pisano, a proposito della guerra del Golfo e l'invasione del Kuwait da parte del l'Iraq, e degli USA che accusano il Vaticano di essere troppo filoarabo.  Credo ci sia lo zampino, in questo caso, di un insegnante. Dunque, sono molto grata se ci ha fatto fare questo lavoro, e io di non essermi sbarazzata del quaderno. La storia non cambia, ieri come oggi nel 2026. E noi, cambiamo? 
Ecco dove vorrei andare: alla Biennale di Venezia, ho pensato leggendo dell'inaugurazione della celebre mostra. È da tanto tempo che non vado neppure a Venezia a prescindere dal prestigioso evento. Sentendo qua e là sull'assalto dei turisti non mi sono mai decisa a organizzare un viaggetto e io detesto le folle. Va detto che ormai c'è folla dappertutto, ma è altrettanto vero che alcuni posti sono più affollati di altri. Mi è successo per esempio di scegliere accuratamente delle località per la classica gita fuori porta di Pasquetta e non averci trovato quasi nessuno (il quasi è d'obbligo, soprattutto se si parla di Pasquetta). Ritornando a Venezia, l'ho visitata tre volte e tutte e tre le volte quando vivevo in Piemonte. Sono capitati due fatti di quelli che ti rimangono impressi perché si è bambini e più si è bambini e meno li dimentichi, gravi o non gravi, sciocchezze o meno. Altri però li ho dimenticati. La mente è un qualcosa di davvero misterioso. Anche i sogni...

La felicità in un polmone d'acciaio

Rosanna Benzi, nota alle cronache perché viveva dentro un polmone d'acciaio a causa della poliomielite, era nata nel 1948, quindi avrebbe oggi 78 anni. Avrebbe, perché è morta il 4 febbraio 1991. Non so perché ho conservato questo ritaglio della Nuova Sardegna ; con tutta probabilità mi aveva colpito quella vita al limite dell'incredibile, per la resistenza sovrumana. Ora va di moda il termine  resilienza . Incarnazione massima, lei, dell'assunto per cui il destino va accettato.  Sotto c'è un editoriale di Edoardo Sanguineti, poeta, scrittore e critico di Genova (città dove la donna è rimasta ricoverata per 28 anni) sul “vizio di vivere”, così lo definisce, di Rosanna Benzi, e da me sottolineato allora: in sostanza parla di un qualcosa di appreso più che avuto per indole.  “Un mito rarissimo, ma fortunatamente contagioso”, conclude l'estensore. Resta da capire se il contagio è davvero avvenuto vista la mediocrità in circolazione.  Comunque sia, preferisc...

Leggo tra le pagine dei miei diari adolescenziali – semplici quaderni di scuola dalle copertine vivaci dove in alcuni aggiungevo sopra a penna la parola “diario”, a scanso di equivoci – e noto cancellazioni e riscritture di intere frasi o correzioni anche solo di banali errori ortografici e/o grammaticali. Questo mi ha indotta a pensare, a pormi domande. Perché se è vero, com'è vero, che non avevo la benché minima intenzione di far leggere le suddette pagine a chicchessia e difatti non le ha mai lette nessuno, perché diamine prendermi la briga di migliorare il testo? Forse aveva ragione chi sosteneva che la scrittura solo per sé non esiste. O lo sto affermando io adesso perché mi fa comodo pensarlo. Forse, dico ora, c'era la segreta e oscura speranza che almeno una persona al mondo mi capisse. Che almeno una persona al mondo si accorgesse di me. O che leggendo trovasse qualcosa di decente, e pure su questo ci sarebbe molto da dire. Decente per chi? E perché? Solo per me? E perc...

La spiritualità nelle tele di Rothko

La contemplazione, la spiritualità, il misticismo senza essere mistici. Mark Rothko, americano di origini lettoni e la sua arte. Egli sembra dirci, con le sue vaste tele, che si può accogliere l'immensità nel caos. Elevarsi al cielo, in  quanto l'assoluto non è lontano dall'esistenza, ma vi si trova dentro, in modo da apprezzare ciò che abbiamo (e perché no, anche ciò che non abbiamo). È nel rumore di fondo che possiamo fare la differenza. È dal disordine di parole che riusciamo ad ascoltare i silenzi , mantenendo saldi i nostri principi e vivere la vita degnamente, per quanto ci è possibile.  Colore, luce e anima sono  i fili portanti della suo immaginario visivo; fili che ci legano l'un l'altro alla ricerca dell'essenzialità delle cose. Non amava le classificazioni, i gruppi di appartenenza, Rothko, e ha creato infatti un percorso da autodidatta.  Non viviamo di certo nell'epoca della sobrietà, ce ne rendiamo conto ogni giorno anche solo scorr...

Come nascono i diritti civili e delle donne

  La “questione femminile” emerse in Europa durante il XVII e il XVIII secolo soprattutto sul tema dell’educazione, sebbene i diritti delle donne non fossero stati al centro di un’intensa discussione negli anni antecedenti le Rivoluzioni americana e francese. Diversamente da quanto avvenne per i protestanti, gli ebrei o persino gli schiavi, la condizione delle donne, infatti, non era stata argomento di approfondimento nelle discussioni pubbliche. I diritti per le donne figuravano a un livello inferiore della scala della “concepibilità” rispetto a quelli di altri gruppi. Questo disinteresse può essere dovuto al fatto che le donne non erano nemmeno considerate una minoranza, meno che mai perseguitata. Nonostante queste distinzioni fra categorie, i tempi si fecero maturi per tentare di superarle. Infatti nel 1791, ad opera della francese  Olympe de Gouges  (1748-1793) pseudonimo di Marie Gouze e nell'anno successivo ad opera dell’inglese  Mary Wollstonecraft  ...

La critica di Ennio Flaiano per riflettere su noi stessi e sul mondo: “Chiuso per noia”

Il cinema, un fenomeno culturale analizzato con lucida e beffarda ironia da Ennio Flaiano  in un prezioso volumetto: Chiuso per noia , a cura di Anna Longoni (Adelphi, 2025). Vi troviamo una nutrita selezione  di recensioni da lui pubblicate su giornali e riviste nel periodo compreso fra il 1939 e il 1970.   Scrittore, giornalista, umorista pescarese, nato nel 1910 e morto a Roma nel 1972, Flaiano è stato il primo vincitore del premio Strega con  Tempo di uccidere.  Scrisse a lungo di cinema prima di lavorare come sceneggiatore, tra cui spicca la collaborazione con Fellini per  La dolce vita e 8½ La “noia” è molto più di un titolo: non è riferita solo a un giudizio come conseguenza della visione di un film, bensì uno stato d'animo, sia suo che del pubblico al quale si mette idealmente a fianco. Nelle sue parole non c'è “io”, quanto un “noi” e nemmeno accenni di superiorità. Dice infatti: “il pubblico non esiste, o meglio, siamo noi. Tutti credon...

Il lavoro, fondamento della società?

Nella nostra cultura il lavoro è portatore di identità: ovvero, siamo la nostra stessa professione. Non solo spesso ci identifichiamo, ma veniamo identificati dagli altri. Non diciamo, per esempio, “faccio l'operaio” ma “sono operaio” o “sono insegnante”, e così via. Con il “ruolo” veniamo riconosciuti e accettati, anche sui social. I rider, pensavo, prototipi dei lavoratori-schiavi del terzo millennio: “Sono un rider”, dirà un rider, e se il lavoro non ce lo hai per niente, soprattutto se vivi in zone dove il tasso di disoccupazione è basso e dunque c'è benessere presunto, qualcosa di strano in te c'è, e vieni visto con diffidenza. Non hai perso semplicemente il lavoro, ma sei , verbo essere, “semplicemente” un disoccupato. Come se fosse semplice fare il disoccupato.  La Costituzione italiana inizia così: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Più di così.                          ...

Come prendiamo le nostre decisioni? Sulla serie tv Pluribus

Pluribus,  ovvero “uno tra i molti”, è il titolo in latino di una serie tv  diretta da Vince Gilligan, lo stesso regista di  Breaking Bad, uscita a novembre nella piattaforma Apple.  Si tratta di una storia post-apocalittica, distopica, con protagonista una scorbutica autrice di romanzi, Carol (interpretata da Rhea Seehorn) che mal sopporta il proprio pubblico. Un giorno – siamo ad  Albuquerque,  New Mexico – si ritrova l'unica, oltre a dodici persone sparse nel pianeta, a non aver contratto un misterioso virus fuoriuscito da un laboratorio. Numerosi gli abitanti che muoiono, tra cui la sua compagna con la quale divideva vita e lavoro. Chi si salva agisce governato da una mente globale che li trasforma in individui servizievoli e felici. Più automi che esseri umani. Carol è terrorizzata, e soprattutto reagisce, non accetta il nuovo stato di cose e tenta di salvare il mondo dall'armonia.  Una narrazione strabordante per metterci di fronte a noi stessi c...

Sopravvivere alla retorica (natalizia)

La retorica natalizia, ovvero tutte quelle frasi fatte che veicolano stereotipi sul Natale – retorica che ormai entra nel vivo sempre più in anticipo senza una ragione apparente se non quella di apparire – esige di festeggiare nel modo che tutti si aspettano che festeggiamo. Noi che abbiamo imparato da Ingeborg Bachmann a dubitare delle frasi fatte, le rifuggiamo come la peste.  Come dimenticare inoltre il fatidico periodo delle classifiche: di vendita di qualcosa, di qualità di qualcosa, di ciò che ci è piaciuto o non piaciuto, di quanto fatto, eccetera eccetera. Dobbiamo persino condividerlo; in caso contrario sembriamo o meglio, secondo le regole della visibilità, siamo appunto invisibili e irrilevanti.  Le classifiche classificano, creano classi,  raggruppano, ma separano dal resto. D'altronde sta nell'etimologia della parola. È il momento anche della politica che deve fare i conti innanzitutto con se stessa e con le voci di bilancio; ma si sa, i conti non tornano mai...

Il mito dell'autorealizzazione nel saggio di Raffaele Alberto Ventura, “La conquista dell'infelicità”

La cultura è una salvezza e al contempo una condanna: lo afferma Raffaele Alberto Ventura nel suo nuovo saggio edito da Einaudi. Il titolo è La conquista dell'infelicità. Come siamo diventati classe disagiata . L 'autore, che ha già affrontato in passato tematiche simili, è nato negli anni Ottanta mentre io nei Settanta, ma poco importa. Siamo entrambi figli di una ideologia borghese secondo la quale basta crederci ai sogni affinché si avverino, soprattutto quando sei iperqualificato. Peccato che non sia così, almeno non necessariamente. Dire questo  non significa negare valore all'impegno o allo studio o non avere ambizioni, bensì tenere i piedi ben piantati a terra e non fingere che l'autorealizzazione sia il rimedio per i mali contemporanei. Secondo alcuni questa è, con molta probabilità, una concezione troppo pessimistica, secondo altri vittimistica, dipende, credo, dalla visione del mondo e dalle esperienze. Anche la filosofia e la letteratura, delle quali troviamo...

Francesco Ciusa, un artista dimenticato (su Gli Stati Generali)

Scultore che giovanissimo ebbe un grande successo alla Biennale di Venezia del 1907, poi relegato ai confini della sua regione, la Sardegna. Una mostra a Nuoro intende riportare l'attenzione venuta meno. Ne ho scritto su Gli Stati Generali , link all'articolo  francesco-ciusa-artista-dimenticato /      

Il rischio di una società tecnologica per Jacques Ellul (su SoloLibri)

Nella metà del Novecento il sociologo francese Jacques Ellul aveva già previsto il nostro attuale legame con la tecnologia, attraverso il saggio La società tecnologica. Il rischio del secolo , riproposto ora in una nuova edizione.  Ne scrivo su SoloLibri.net Link all'articolo:  La società tecnologica. Il rischio del secolo Jacques Ellul (fonte immagine: Wikipedia)

Tra amore e lotta per il lavoro: “Era andata a finire così”, di Maddalena Vianello (su SoloLibri)

Ho scritto su SoloLibri.net del romanzo di Maddalena Vianello, Era andata a finire così (Fandango Libri, 2025). Una storia di formazione al femminile tra amore e lotta per la dignità e la salute sui luoghi di lavoro.  Link all'articolo  Era andata a finire così *** Diego Rivera, Detroit Industry South Wall Pharmaceutics , 1932-33. 

Ingeborg Bachmann

«Esisto solo quando scrivo, non sono nulla se non scrivo, sono estranea a me stessa, fuori di me se non scrivo» diceva Ingeborg Bachmann, poetessa e scrittrice austriaca nata nel 1926 e morta nel 1973 in circostanze drammatiche e mai del tutto chiarite, nella sua casa di Roma. Una frase che non venne pronunciata per fare colpo su qualcuno, non era nel suo stile, bensì detta con la consapevolezza che la scrittura non è né passatempo, né forma di egocentrismo.  Nel saggio "L'uomo deve affrontare la verità" contenuto nella raccolta di scritti intitolata A occhi aperti , a cura di Barbara Agnese, edita da Adelphi, troviamo:  «Compito dello scrittore non può essere quello di negare il dolore. Al contrario deve riconoscerlo e poi ancora restituirlo in quanto reale, in modo che noi possiamo vederlo».  Scopo della letteratura e dell'arte è quindi togliere il velo, senza paure o ipocrisie. Bachmann non scriveva per compiacere, per avere l'approvazione altrui, q...

“Il mago”, di John Fowles (su SoloLibri)

In tempi in cui è difficile distinguere il vero dal falso, ho scritto su SoloLibri.net della versione definitiva del romanzo Il mago,  di John Fowles (Safarà, 2025) conosciuto in Italia per La donna del tenente francese .  Link all'articolo  Il mago         John Fowles (fonte immagine:        amsaw.org).