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Visualizzazione dei post da giugno, 2026

Una mostra su Munch all'Hamburger Kunsthalle

Ho visto una straordinaria collezione di dipinti, disegni e fotografie di Edvard Munch, e non a Oslo, sua città di origine, bensì in Germania, ad Amburgo esattamente, e più esattamente ancora all'Hamburger Kunsthalle, dov'è esposto un quadro molto famoso:  Il viandante sul mare di nebbia di Caspar David Friedrich.  Gli scambi fra musei sono sempre affascinanti e imprevedibili. Gli inverni della vita erano le tematiche “necessarie” – necessarie per vivere, aggiungo – dell'artista norvegese. La solitudine, l'angoscia e la morte, infatti, sono rappresentate in ogni circostanza e anche nell'auto rappresentarsi c'è un senso di silenzio e smarrimento.  Qui sotto, e in quello sopra, una mia selezione di scatti che rendono il concetto. Non metto descrizioni o altre spiegazioni. Come diceva Moravia: un quadro bisogna guardarlo. Alcune fra queste opere sono comunque note al grande pubblico, altre, invece, meno: ...

Il cielo a Bruxelles

Su queste due foto che ho scattato nella piazza principale della capitale d'Europa, ma poteva essere una qualsiasi piazza di una qualsiasi città del mondo, e qualsiasi città del mondo è solitamente gremita di turisti, come difatti era Bruxelles in una giornata ventosa dal cielo plumbeo (nulla ferma i turisti) scriverò la seguente didascalia:  dopotutto la vita è prendere la mira per afferrare bolle di sapone.

Cesare Casella nel mio vecchio diario

Sul  Corriere della Sera on-line è stata pubblicata oggi un'intervista a Cesare Casella, rapito a Pavia il 18 gennaio 1988 e poi trasferito in Aspromonte, e al solito mi è venuta in mente una pagina del mio diario giovanile: Martedì 30 gennaio 1990 «Caro diario, oggi hanno rilasciato Cesare Casella. Ha un viso simpatico ed è poco più grande di me. Siamo tutti contenti. Se n'è parlato molto e mamma seguiva alla tv la mamma di Cesare che si era incatenata per chiedere la liberazione del figlio. Mio padre dice che i sequestri di persona sono una brutta piaga, la più brutta di tutte secondo lui, non solo per la Calabria ma anche per la Sardegna. Quando ero alle elementari lo disse un giorno anche la maestra ma in un modo che mi è rimasto impresso. Ci aveva dato un compito: portare in classe alcuni oggetti della nostra regione. Una metà di noi era emigrata dal Sud d'Italia, io l'unica sarda. Portai un vaso rivestito di sughero, un piatto sempre di sughero e una campanella in...
Alla moda ho sempre preferito i libri, se anche sono mai stata io alla moda. Forse se fossi stata intrinsecamente alla moda – ammesso che sappia cosa significhi essere intrinsecamente alla moda – avrei pensato e agito al contrario. Ma non è detto, nulla è detto. Quindi non lo dirò.  Sabato 8 agosto 1987 scrivevo: «Caro diario, oggi, cosa importante, ho comprato il libro che desideravo nella stessa libreria dove ho preso Scusa i mancati giorni di Daniele Leandri:  Il nome della Rosa  di Umberto Eco ,  8000 lire. Poco prima mamma mi aveva comprato i jeans Uniform. Ma ero più felice dopo aver comprato il libro che dopo aver comprato i jeans. Sì, ero proprio felice».