Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Charles Baudelaire

Ribellarsi al tempo. Benjamin e il gioco d'azzardo

Si possono vincere sostanziose somme di denaro, anche in alcuni noti programmi televisivi. È risaputo. Ed è risaputo che si possono vincere senza alcun merito, ammesso che il merito si sappia bene cosa sia, né competenza se non la fortuna, che non è un merito o una competenza, ma un caso. Un banalissimo caso.  Walter Benjamin sosteneva che il giocare d'azzardo, cioè tentare la sorte all'unico scopo di aggiudicarsi somme di denaro, si modella sul sempre-uguale, sulla ripetizione, come l'operaio-automa di fronte alla macchina.  La critica alla modernità capitalistica di Benjamin trova espressione letteraria nell’opera del maggior poeta della «Parigi capitale del secolo XIX», ossia Charles Baudelaire (1821-1867).  Benjamin sceglie il vate francese non tanto o non solo per la sua estetica decadente, quanto perché nei suoi testi — soprattutto nei poemetti in prosa, Le spleen de Paris —ravvisa unicità di sguardo nei confronti di chi viveva ai margini della società....