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Visualizzazione dei post da luglio, 2025

Pensare da scrittori prima di esserlo. “La scrittura non si insegna”, di Vanni Santoni

Forse non si può insegnare a scrivere, ma si può insegnare a pensare da scrittori e per farlo ci sono una serie di abitudini che è necessario acquisire. La prima è la più banale, eppure in quanto banale ha un fondamento pratico: leggere tanto, e ancora leggere, prendere appunti, ricopiare. Parla di questo e di altro un breve saggio del 2020, ancora più attuale data la varietà di pubblicazioni a cui assistiamo ogni giorno, di Vanni Santoni, scrittore e docente alla Scuola del libro.   Il   titolo è alquanto perentorio: La scrittura  non si insegna, ( Minimum Fax, Collana Filigrana)  ed è nato dall'esperienza di av er avuto troppi  allievi che volevano scrivere senza aver letto abbastanza. Perché allora, si domanda e domanda Santoni, voler scrivere se non si è letti almeno Alla ricerca del tempo perduto di Proust e l 'Ulisse di Joyce? Un interrogativo provocatorio ma neanche tanto se ci si pensa bene, semmai è pertinente. Tenendo conto che quanto abbiamo di fro...

Alla scoperta di Vali Myers: “Cara Vali”, di Chiara Centioni (su SoloLibri)

Ho scritto su Sololibri.net del romanzo Cara Vali,  (Castelvecchi, 2025) di Chiara Centioni e della scoperta di se stessa attraverso la ballerina e pittrice australiana Vali Myers, vissuto a lungo a Positano. Link all'articolo  Cara Vali, Vali Myers, 1959, in un ritratto di Norman Ikin

Il falso specchio

L'uomo che non conosciamo è seduto  di fronte a uno specchio  bordato d'argento.  L'immagine riflessa fa da sfondo a un'apparente realtà.  La gente intorno a lui si muove  e intorno vaga, alla ricerca delle illusioni.  Le forme sprofondano nella gelata atmosfera  di parole mancate, di a bbracci perduti, amori celati.  Laggiù, la sua anima persa nel vuoto,  anima di un viandante  che trema di stanchezza nelle ore più buie. Le luci della sera, ora, sono sempre più vicine.  L'uomo in noi che non conosciamo, trova nell'indefinito il suo mondo dipinto d'azzurro.  Il dolore non sarà vano forse,  o forse no, lo sarà. L'uomo che non conosciamo,  solo vede se stesso solo nella luce febbrile di un cielo luminoso, e ci osserva  beffardo. * Immagine:  René Magritte, Il falso specchio, 1928.