Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Riflessioni

Le guerre, ieri come oggi.

Non ricordavo di aver letto in passato il settimanale Europeo, eppure attaccai su un quadernone questo ritaglio del febbraio 1991. Firma di Franco Pisano, a proposito della guerra del Golfo e l'invasione del Kuwait da parte del l'Iraq, e degli USA che accusano il Vaticano di essere troppo filoarabo.  Credo ci sia lo zampino, in questo caso, di un insegnante. Dunque, sono molto grata se ci ha fatto fare questo lavoro, e io di non essermi sbarazzata del quaderno. 

La felicità in un polmone d'acciaio

Rosanna Benzi, nota alle cronache perché viveva dentro un polmone d'acciaio a causa della poliomielite, era nata nel 1948, quindi avrebbe oggi 78 anni. Avrebbe, perché è morta il 4 febbraio 1991. Non so perché ho conservato questo ritaglio della Nuova Sardegna ; con tutta probabilità mi aveva colpito quella vita al limite dell'incredibile, per la resistenza sovrumana. Ora va di moda il termine  resilienza . Incarnazione massima, lei, dell'assunto per cui il destino va accettato.  Sotto c'è un editoriale di Edoardo Sanguineti, poeta, scrittore e critico di Genova (città dove la donna è rimasta ricoverata per 28 anni) sul “vizio di vivere”, così lo definisce, di Rosanna Benzi, e da me sottolineato allora: in sostanza parla di un qualcosa di appreso più che avuto per indole.  “Un mito rarissimo, ma fortunatamente contagioso”, conclude l'estensore. Resta da capire se il contagio è davvero avvenuto vista la mediocrità in circolazione.  Comunque sia, preferisc...

Leggo tra le pagine dei miei diari adolescenziali – semplici quaderni di scuola dalle copertine vivaci dove in alcuni aggiungevo sopra a penna la parola “diario”, a scanso di equivoci – e noto cancellazioni e riscritture di intere frasi o correzioni anche solo di banali errori ortografici e/o grammaticali. Questo mi ha indotta a pensare, a pormi domande. Perché se è vero, com'è vero, che non avevo la benché minima intenzione di far leggere le suddette pagine a chicchessia e difatti non le ha mai lette nessuno, perché diamine prendermi la briga di migliorare il testo? Forse aveva ragione chi sosteneva che la scrittura solo per sé non esiste. O lo sto affermando io adesso perché mi fa comodo pensarlo. Forse, dico ora, c'era la segreta e oscura speranza che almeno una persona al mondo mi capisse. Che almeno una persona al mondo si accorgesse di me. O che leggendo trovasse qualcosa di decente, e pure su questo ci sarebbe molto da dire. Decente per chi? E perché? Solo per me? E perc...

Leggere per scrivere

Anche quest'anno il mio leggere è stato in prevalenza per scrivere. Ovvero, non per farmi trascinare esclusivamente dalla storia, bensì per ragionare su stile, trama, punti di vista, punteggiature e quali punteggiature e quante, quanti avverbi, quanti aggettivi, poetica dell'autore o autrice (parlo dei grandi del passato, più o meno recente) cosa vuole dirmi, perché vuole dirmelo, che libri leggeva, a chi si ispirava, in che periodo viveva, che studi ha compiuto, che lavoro ha svolto, che vita ha condotto, chi erano i genitori, fortuna o sfortuna nei sentimenti, problemi di salute, eccetera, eccetera. Non per un giudizio morale o etico, o peggio, moralistico,  ma proprio e solamente per conoscere, capire da dove (più che dove, direi quando e perché, da dove è il giusto mistero dell'arte. Il come, forse il più importante di tutti) quella determinata creazione artistica è venuta, e imparare. Conscia che i grandi del passato, più o meno recente, stanno lì a guardare e a guarda...

Ha ancora senso parlare di vita discreta?

Ha ancora senso nell'epoca in cui viviamo, fatta di iper connessione e di conseguenza una certa sovra esposizione mediatica, parlare di concetti come discrezione, farsi da parte, osservare, stare dentro le cose, senza essere osservati? Sembra un compito arduo. Ma basta leggere un saggio uscito nel 2015 dal titolo "L’arte di scomparire – Vivere con discrezione", pubblicato da il Saggiatore, per ricredersi. Adesso sembrerebbe quasi impossibile rispondere alla domanda, visto che sono passati già sette anni dall'uscita. A scriverlo è stato un filosofo francese, Pierre Zaoui. Qui sotto riporto uno stralcio di un paragrafo del testo, che parla di  « Felicità per sottrazione», utile per capire cosa intende l'autore per "arte di vivere con discrezione". Ancora più sotto la copertina del libro. « A grandi linee, potremmo dire che oggi esistono  due modelli dominanti di felicità. Da una parte, il modello cumulativo,  ultramaggioritario nel sistema capitalista, che...