Pluribus, ovvero “uno tra i molti”, è il titolo in latino di una serie tv diretta da Vince Gilligan, lo stesso regista di Breaking Bad, uscita a novembre nella piattaforma Apple.
Una narrazione strabordante per metterci di fronte a noi stessi come singoli e come società: meglio omologati senza creare alcun tipo di problema agli altri o avere un pensiero critico generando conflitti? E chi ha pensiero critico crea necessariamente conflitti? Ci potrà mai essere un sostanziale equilibrio?
Una riflessione sull'epoca storica e politica attuale dove a governarci non solo solo i potenti di turno, ma anche gli algoritmi dei social media e delle intelligenze artificiali. Sembrerebbe quindi un monito contro le omologazioni. Insomma, la felicità non è detto sia contagiosa.
Si tratta di una storia post-apocalittica, distopica, con protagonista una scorbutica autrice di romanzi, Carol (interpretata da Rhea Seehorn) che mal sopporta il proprio pubblico. Un giorno – siamo ad Albuquerque,
New Mexico – si ritrova l'unica, oltre a dodici persone sparse nel pianeta, a non aver contratto un misterioso virus fuoriuscito da un laboratorio. Numerosi gli abitanti che muoiono, tra cui la sua compagna con la quale divideva vita e lavoro. Chi si salva agisce governato da una mente globale che li trasforma in individui servizievoli e felici. Più automi che esseri umani. Carol è terrorizzata, e soprattutto reagisce, non accetta il nuovo stato di cose e tenta di salvare il mondo dall'armonia.
Una narrazione strabordante per metterci di fronte a noi stessi come singoli e come società: meglio omologati senza creare alcun tipo di problema agli altri o avere un pensiero critico generando conflitti? E chi ha pensiero critico crea necessariamente conflitti? Ci potrà mai essere un sostanziale equilibrio?
Una riflessione sull'epoca storica e politica attuale dove a governarci non solo solo i potenti di turno, ma anche gli algoritmi dei social media e delle intelligenze artificiali. Sembrerebbe quindi un monito contro le omologazioni. Insomma, la felicità non è detto sia contagiosa.
Curiosa e non casuale la scelta del personaggio per una storia del genere: la scrittrice.