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La spiritualità nelle tele di Rothko

La contemplazione, la spiritualità, il misticismo senza essere mistici. Mark Rothko, americano di origini lettoni e la sua arte. Egli sembra dirci, con le sue vaste tele, che si può accogliere l'immensità nel caos. Elevarsi al cielo, in  quanto l'assoluto non è lontano dall'esistenza, ma vi si trova dentro, in modo da apprezzare ciò che abbiamo (e perché no, anche ciò che non abbiamo). È nel rumore di fondo che possiamo fare la differenza. È dal disordine di parole che riusciamo ad ascoltare i silenzi, mantenendo saldi i nostri principi e vivere la vita degnamente, per quanto ci è possibile. 
Colore, luce e anima sono i fili portanti della suo immaginario visivo; fili che ci legano l'un l'altro alla ricerca dell'essenzialità delle cose. Non amava le classificazioni, i gruppi di appartenenza, Rothko, e ha creato infatti un percorso da autodidatta. 

Non viviamo di certo nell'epoca della sobrietà, ce ne rendiamo conto ogni giorno anche solo scorrendo un qualsiasi social. Per questo abbiamo bisogno di Rothko. 

 
Mark Rothko 

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