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Il reale e il racconto del reale nella serie tv “Disclaimer”

 Le serie tv non sono tutte di qualità e nella loro abbondanza capita di vedere di tutto. 

Su Apple tv una mini serie in sette puntate è interessante per come viene affrontato l'argomento dell'immaginazione nelle opere di invenzione narrativa. Un po' thriller ad alta tensione, un po' melodramma, con delle forzature evidenti. Il titolo è Disclaimer. Poco originale è il sotto titolo italiano: La vita perfetta. Come per tante altre serie in circolazione, è tratta da un romanzo (scritto da Renée Knight).
Cos'è il disclaimer? È un termine inglese che indica la postilla legale con cui si mettono le mani avanti, per così dire, con l'intento di escludersi da una certa responsabilità. 
Si utilizza anche nella narrativa: "Ogni fatto o atto descritto è opera di fantasia... ". 

Ci sono tutti grandi nomi, a cominciare dal regista, Alfonso Cuarón, pluripremiato vincitore di premi Oscar, il primo ad averlo ottenuto nella storia del suo Paese, il Messico, nonché di altri riconoscimenti prestigiosi come Il leone d'oro e il David di Donatello. 
Protagonista, Cate Blanchett nei panni di una affermata documentarista londinese, sposata e madre di un adolescente, che un giorno riceve per posta un libro intitolato Un perfetto sconosciuto e leggendolo le sembra di rivedersi e di ripercorrere una vecchia storia che la riguarda. Ad averglielo spedito è un anziano vedovo (interpretato da Kevin Kline, il co-protagonista) sebbene lo abbia scritto non lui ma la moglie quando era in vita. I dettagli della storia li apprendiamo da una voce narrante fuori campo. Da quel momento la vita della protagonista della serie tv e al contempo dell'opera romanzesca – una meta narrazione, dunque – cade a pezzi, e tali pezzi cadono lentamente, proprio come lo spettatore quando riceve le informazioni, fino allo svelamento finale.

Come agisce la nostra immaginazione sulla realtà, e quanto? Dov'è inizia l'una e finisce l'altra? Questi gli interrogativi che si palesano di fronte allo schermo. 
Perché un conto è il reale, sembrano dirci gli autori di Disclaimer, un conto è come lo raccontiamo a noi stessi o come ce lo raccontano gli altri.






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